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La bozza del Programma Nazionale di Riforma, collegato alla nota di aggiornamento del Documento di Economia e finanza (Def) 2018 del Governo riporta che l’utilizzo del Building Information Modeling (BIM)  come strumento di progettazione, pianificazione, realizzazione e gestione delle costruzioni possa generare un risparmio potenziale fino a 30 miliardi negli appalti pubblici. Il Governo intende rendere operativa tale piattaforma digitale in tutta l’attività di progettazione e monitoraggio realizzata dal Ministero dei Trasporti e dalle stazioni appaltanti. A questo riguardo, continua la bozza, diventa essenziale digitalizzare i processi amministrativi del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, garantendone anche una maggiore trasparenza con l’istituzione di un registro degli ingressi. A tal fine è stato anche istituito un tavolo tecnico ad hoc composto da professionisti del settore.

Il BIM nel futuro

Ricordiamo che l’utilizzo del Building Information Modeling (BIM) come strumento di progettazione è già contemplato nel  DM 560 01/12/2017 attuativo del codice appalti, e sono già fissate le date progressive di utilizzo obbligatorio da parte delle stazioni appaltanti, delle amministrazioni concedenti e degli operatori economici.

Dal 2019 ci sarà, quindi, una progressiva introduzione dell’utilizzo del BIM:

– dal 1° gennaio 2019 per le opere di importo da 100 milioni di euro;
– dal 2020 per i lavori complessi oltre i 50 milioni di euro;
– dal 2021 per i lavori complessi oltre i 15 milioni di euro;
– dal 2022 per le opere oltre i 5,2 milioni di euro;
– dal 2023 per le opere oltre 1 milione di euro;
– dal 2025 per tutte le nuove opere.

Diventa quindi essenziale per i professionisti acquisire le competenze necessarie per far fronte alle nuove modalità di progettazione che sempre più saranno utilizzate in futuro.

 

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